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Lo ammetto sono un vero fanatico di Assassin’s Creed, li ho giocati tutti e a partire dal primo nel lontano 2007 e me ne sono innamorato perdutamente.

La genialità di quella che inizialmente doveva essere a tutti gli effetti un’avventura grafica, è stata di amalgamare veri avvenimenti e personaggi storici con una trama di fantasia avventurosa e ricca di colpi di scena, il tutto affiancato da una storia parallela ambientata nel futuro legata a doppio filo con quella principale, un’avvincente escalation di fatti che ti inchiodava alla poltrona per mesi interi.

Possiamo assolutamente affermare che Assassin’s Creed abbia tracciato un solco, una linea di demarcazione, un vero punto di svolta per l’intero panorama video ludico, infatti dopo nulla è più stato lo stesso, tutti i giochi da allora hanno bene o male attinto dalle idee di quel gruppo di geni di Ubisoft Montreal o quanto meno hanno beneficiato delle innovazioni introdotte in questa lunghissima saga. Da allora sono passati 12 anni e dalle avventure di Altair e del suo alter ego Desmond Miles della Abstergo, nella Terra Santa del XII secolo (Assassin’s Creed I) siamo passati attraverso l’Italia rinascimentale di Ezio Auditore con le ricostruzioni complete di città come Firenze, Venezia, San Gimignano, Forlì, Roma e l’incredibile Monteriggioni (Assassin’s Creed II, Assassin’s Creed Brotherhood e Assassin’s Creed Revelations), attraverso l’America del XVIII secolo durante la guerra d’indipendenza con Connor e personaggi del calibro di George Washington e del generale Lee ( Assassin’s Creed III). La saga ci ha poi portati, con un salto temporale, nei pirateschi Caraibi di inizio 1700 con Edward Kenway nientemeno che nonno di Connor, per vivere gli epici scontri navali dei più famosi bucanieri dell’epoca ( Assassin’s Creed 4 Black Flag), abbiamo poi combattuto al fianco di Arno nella rivoluzionaria Francia di fine 1700 passeggiando per una Parigi fervente e tumultuosa ricostruita in ogni minimo dettaglio ( Assassin’s Creed Unity). Appena il tempo di digerire la rivoluzione francese e di finire il gioco al 100% che Assassin’s Creed ci proietta nella fumosa Londra Vittoriana in un’Inghilterra post rivoluzione industriale di fine XIX secolo, dove le avventure dei fratelli Frye ci portano, tra le altre avventure, a vivere i massacri di Jack lo squartatore ( Assassin’s Creed Syndicate). Dopo due anni di astinenza è la volta di Bayek di Siwa e di sua moglie Aya, due coniugi egiziani vissuti nel I secolo a.C. e ambientato nell’Egitto tolemaico durante la rivoluzione alessandrina che ha visto la deposizione di Cleopatra alleata di Giulio Cesare. Un’ambientazione eccezionale con la ricostruzione precisissima (anche interna ed esplorabile) di tutte le piramidi, della piana di Giza e delle principali tombe della valle dei Re ( Assassin’s Creed Origins). Questo che di fatto è il primo prequel della saga vede iniziare il trend della messa da parte delle storie della confraternita degli assassini, con un vago cenno ad un Ordine degli antichi che di fatto dovrebbe segnarne le origini.

Perdonatemi la lungaggine, ma era necessaria un’introduzione per chi non ha mai giocato alcun capitolo della saga o chi magari solo gli ultimi e non conosce bene le vicende.

Ed eccoci ad Assassin’s Creed Odissey, ultimo (per ora) capitolo della serie, ambientato in Grecia dopo la battaglia delle Termopili 400 anni prima degli eventi di Assassin’s Creed Origins. Fuori dall’Animus vede protagonista la stessa Layala Hassan, agente degli assassini che dopo l’avventura in Egitto è costantemente braccata dall’Abstergo, alter ego di Alexios e Cassandra, i due litigiosi fratelli protagonisti della storia. La più grande novità (parzialmente introdotta in Syndicate) infatti, è la possibilità di scegliere con quale personaggio giocare l’intera avventura, che però una volta deciso non è più modificabile se non ricominciando da capo. In base a questa scelta avrete sotto il vostro controllo la vita del primogenito di Nicolao, incorruttibile generale spartano ed Elpenore figlia di Leonida (Il famosissimo condottiero spartano morto con i suoi trecento nella battaglia delle Termopili per mano di re Serse).

Per evitare qualunque spoiler non aggiungerò nulla sulla trama, ma mi limiterò a fare alcune considerazioni di carattere generale.

Assassin’s Creed Odyssey è senza ombra di dubbio il peggior capitolo della saga ma allo stesso tempo uno dei più bei videogiochi che io abbia mai giocato in assoluto. Come dicevo precedentemente parlando di quello che sembra essere un vero e proprio nuovo modo di concepire la storia, il trend è inspiegabilmente quello di non parlare della confraternita degli assassini, arrivando all’assurdità di escluderli completamente. Infatti, come era facilmente immaginabile essendo ambientato quattrocento anni prima di Origins che decretava la nascita della setta (oltretutto solo alla fine della storia), in questo capitolo, della confraternita di cui il titolo, non c’è proprio traccia! Per la prima volta in Assassin’s non ci sono gli Assassin’s! Per questa ragione per me è decisamente il peggiore, semplicemente perché non è Assassin’s Creed! Avrebbero potuto dargli un altro nome, creare una nuova saga, fare uno Spin-off al limite, o un Crossover come già fatto in passato con For Honor o altri game, ma così no, non è accettabile, soprattutto per chi come me ha amato profondamente questa serie fin dall’inizio, per chi come me ha sempre atteso con ansia l’uscita del nuovo capitolo, per chi come me ha seguito tutta la costellazione di giochi, libri, film, fumetti e merchandising che hanno completato questa incredibile saga.

Detto ciò, per onestà da videogiocatore incallito, devo dire che siamo di fronte ad uno dei più bei videogame mai realizzati, da tutti i punti di vista.

Trama

Una trama molto bella, strutturata e complessa, ma allo stesso tempo facile da seguire nonostante l’incredibile numero di personaggi, accompagnata da una regia magistrale che coglie l’essenza stessa di ogni evento, miscelando il montaggio con una buona colonna sonora (forse l’unica non all’altezza). La scelta dell’antica Grecia, ovviamente, regala moltissimo alla trama, la straordinaria densità di eventi storici, di leggende, di narrativa e di personaggi di quel periodo (tra l’altro citati quasi tutti) ha molto aiutato gli autori. Alla trama principale sono stati aggiunti poi due DLC suddivisi ognuno in tre capitoli (L’eredità della prima lama e il destino di Atlantide), che di fatto aggiungono altre tre mappe complete e un’infinità di missioni secondarie che prolungano moltissimo la storia.

Grafica

Il comparto grafico è ovviamente quello che ti aspetti da un gioco 3D di nuova generazione in 4K e HDR, ma non esageratamente spinto, infatti con un sapiente upscaling hanno mantenuto una fluidità eccezionale (raramente sotto 30 fps) anche nelle scene con più poligoni. La rappresentazione dei personaggi è molto buona e c’è davvero poca differenza qualitativa tra le animazioni e le parti giocate, come invece capita spesso nei giochi moderni.

Mappa

La più grande mappa della serie (e tra le più grandi della storia dei videogame in senso assoluto), spicca soprattutto per l’incredibile quantitativo di ricostruzioni storiche, isole, città, paesi e la pressoché infinita quantità di oggetti con cui interagire, ci si può arrampicare su tutto e sono esplorabili anche i più piccoli anfratti, in più, con uno sforzo credo senza precedenti sono liberamente esplorabili tutti i fondali marini ricchissimi di vita, vegetazione e tesori da scoprire. A questa grazie ai DLC si aggiungono 3 favolose mappe che rappresentano l’Elisio, l’Ade e Atlantide.

Audio

L’audio è completamente in italiano, anche se richiede un corposo download aggiuntivo ma caldamente consigliato, come già abituati in tutti i capitoli della serie e la qualità delle traduzioni è ottima come pure la recitazione dei doppiatori nostrani, ma questo si sapeva! Seguire una trama del genere senza i sottotitoli è impagabile e già da solo vale il costo del gioco. Come già accennato, invece, le musiche sono forse l’unico neo di questo gioco, ma non tanto per la qualità che è molto buona ed eseguita da un’orchestra ma per la scarsa varietà che in un gioco così lungo eviterebbe un’eccessiva ripetitività.

Longevità

La longevità è veramente degna di nota, per finire al 100% il gioco con tutti gli obiettivi, le sfide e tutti gli oggetti e i conseguenti enigmi da risolvere io ho impiegato 5 mesi con un totale di 220 ore effettive di gioco. E comunque ancora oggi settimanalmente vengono rilasciate nuove missioni da trovare nelle bacheche sparse qua e la che permettono ancora ore di divertimento. Tra il gioco, il Season Pass, i DLC e qualche aggiunta, i nuovi videogame superano facilmente i 100 euro di spesa, quindi quando poi in una manciata di ore vengono archiviati la delusione non è poca, in questo caso si può tranquillamente dire che siano soldi spesi bene.

Voto

In virtù di quanto detto finora, mettendo da parte la rabbia per aver snaturato una bellissima saga, vorrei dare due voti distinti e per la prima volta nella mia vita assegnare il massimo del punteggio. Quindi come capitolo di Assassin’s Creed assegno 6/10 e come videogioco in generale 10/10.


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